Presentazione

Il logo ufficiale dell'Associazione.

L'Associazione Norcini Bergamaschi rappresenta gli operatori del settore alimentare che, nel rispetto delle regole della tradizione di un mestiere antico, sono esperti nella trasformazione delle carni in salumi.
Un mestiere così antico che si pensa che risalga a quando l’uomo iniziò ad addomesticare e allevare il suino e per necessità, quando le carni erano in abbondanza, cominciò a lavorarle per limitarne le alterazioni e poterle conservare per i momenti di carestia.

“Il norcino è colui che macella il maiale e si occupa di lavorarne le carni. Può anche riferirsi al gestore della norcineria, ovvero la bottega dove si preparano e si vendono tutti i prodotti derivati dalla lavorazione delle carni di maiale.” da Wikipedia, l’enciclopedia libera in formato elettronico.

Questo termine non è molto conosciuto sul territorio della bergamasca, in quanto questa figura ha diversi nomi che variano in funzione dall’influenza dialettale locale: “Ol Masadur”, “ol copa porsel”, “ol copa cì”, ed altri ancora.

I termini “Norcino” e “Norcineria” sono di recente introduzione e diffusione tramite la carta stampata e i vari programmi televisivi che hanno rappresentato e illustrato questo operatore e il suo mestiere in tutte le sue sfaccettature, ed essendo due termini in lingua italiana che meglio rappresentano questa figura e il suo lavoro sono stati adottati su tutto il territorio italiano compreso la provincia di Bergamo.

 

Particolare della Fontana Maggiore a Perugia, rappresentante i mesi dell'anno e le attività tipiche. L'uccisione del maiale si svolgeva a dicembre.

Breve storia della Norcineria

“Norcino nel significato di "proveniente" da Norcia è un termine che in epoca medioevale fu adoperato in senso dispregiativo per indicare una delle figure minori che si erano sostituite a quella del chirurgo.
Il norcino, infatti, insieme al cerusico, al cava-denti, al concia-osse costituì, spesso riunendole in sé, quel gruppo di figure di ambulanti che in giro per i villaggi e per le campagne si prestavano a praticare piccoli interventi chirurgici.

I norcini, conosciuti anche nell'antica Roma come esperti nell'arte di castrare i porci e lavorarne le carni, avevano una notevole abilità manuale che li rendeva idonei anche a piccoli interventi quali incidere ascessi o cavare denti o steccare qualche frattura.

Alcuni di essi dimostrarono anche notevoli capacità tecniche, che li spinsero a interventi maggiori, quali asportazione di tumori o interventi per ernia e per cataratta, e furono anche molto richiesti per la castrazione dei bambini che dovevano essere avviati alla carriera lirica o teatrale come voci bianche; naturalmente tutto ciò non poté evitare la scarsa considerazione di cui godettero in campo medico.”
Fonte: Wikipedia.